Ad memoriam

In ricordo di Giorgio Maria Ferlini.

sabato 28 gennaio 2017

Strategie

Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita” (proverbio cinese)


L’intenzione alla base di questo scritto è quello che sta al centro del proverbio sopra riportato: è ambizioso, questo si. Ma ci provo.
L’argomento riguarda ancora la ricerca del lavoro. In realtà questo brano nasce più per esigenze prettamente egoistiche, in quanto vorrebbe essere una traccia scritta e stampabile da parte di tutti quelle donne e uomini che sto seguendo in questi mesi nella ricerca di un incarico.
Permettetemi un’ultima precisazione: non scrivo e non redigo il blog per poter trarre un interesse economico. Questo mi viene dato dagli ingaggi con i miei committenti. Né per procacciarmi pazienti (odio questa parola, e cerco di farne uso il meno possibile. A partire dal modo di esprimermi). La pubblicità del mio operato la faccio soprattutto attraverso Linkedin: il social network del mondo del lavoro. Oltre che, ovviamente, direttamente, da parte di chi mi conosce di persona.


Premessa conclusa, passiamo alla parte operativa.
Il fulcro del nostro impegno e del dispendio di energie parte dall’esigenza di trovare un lavoro, un incarico, una mansione, che ci permetta da una parte di avere un ritorno economico dalle nostre azioni e dall’altro di poter riacquistare la nostra identità come persona. Infatti per chi è disoccupato il sentirsi defraudati della nostro posto nel mondo è opinione assai frequente. 
Non a caso, un modo per poter mettere all’angolo un uomo e torturarlo sta proprio nel fargli perdere lavoro e ruolo sociale. Non mi dilungo oltre in merito.

Vorrei che fosse chiaro che chi sta a casa perché senza un contratto è normale sentirsi giù di morale ed in preda ad una forma transitoria di alterazione del tono dell’umore. Ansia, comportamenti socialmente discutibili, e via dicendo.
Comprendo in questa forma mentis – transitoria, perché una volta che facciamo un colloquio di lavoro, firmiamo per un incarico e re-iniziamo a lavorare, essa viene a modificarsi – anche la difficoltà tangibile di mettersi a tavolino e ragionare in modo logico e produttivo per poter uscire da quella (permettetemi il termine) fogna.

Ecco perché dico sempre ai miei beneficiari di iniziare la ricerca del lavoro a piccole dosi, in modo leggero all’inizio, ma costante. Perché se mi butto a capofitto 8 ore al giorno inviando curriculum ovunque e a chiunque produco due effetti negativi: il primo è che molto probabilmente non arriverò a niente, anche se siamo convinti che “più domande di lavoro faccio più probabilità ho di riprendere a lavorare”. No, non è vero. Se sbaglio nella strategia del modo di candidarmi sarà come sparare a casaccio. 
Il secondo effetto negativo, conseguente al primo, è dovuto proprio dal fatto di amplificare quel mio stato d’animo di partenza. Se sono giù di morale e trovo la forza per tornare a fare la ricerca di un lavoro, e non noto risultati, tornerò nuovamente a stare male. 

Dimenticavo: quando non si è in forze, la concezione del tempo è distorta. Se invio dieci domande il lunedì, il martedì mattina – aprendo la mail e non vedendo nulla di nuovo – torneranno i pensieri nefasti. “Nessuno mi vuole, passerò la mia vita a campare di stenti…” Piano: sono passate meno di 24 ore. Date tempo materiale ai vostri destinatari di leggere e ragionare sulle vostre proposte.

Quindi: cercate di dedicare un’ora al massimo al giorno per questo tipo di attività. Ma cercate di farlo in modo costante. E possibilmente in modo progressivo. In quell’ora lasciate perdere i sensi di colpa. Non è in quel momento che val la pena pensarci: sprecate energia, che in questi momenti averne a disposizione è come disporre di oro colato. Siate egoisti.

Come, però? Il paragone con la guerra ci può tornare utile. Siete i generali di voi stessi. La vostra testa è il comando centrale, le vostre mani e le vostre gambe le vostre armi per arrivare all’obiettivo. Il vostro compito è quello di arrivare ad ottenere un lavoro. In guerra, il vostro incarico quello di conquistare uno stato per poter disporre di risorse utili alla vostra economia (petrolio, pietre preziose, oro…)

Uno stato maggiore dell’esercito per arrivare a fare questo per prima cosa s’informa. S’informa sulle forze che ha a disposizione e come può fare materialmente per poter raggiungere il centro nevralgico dello stato che intende raggiungere
In un secondo momento deciderà che paese occupare. Dopo di che passerà all’azione. Il gioco degli scacchi è un’ottima palestra. Ma – parlo a titolo personale – a volte è un pochino noioso…

Cercate di farlo anche voi: in primis informatevi sulle vostre capacità, fate il punto della situazione sui lavori che avete fatto, che cos’avete tra le mani, per poter arrivare ad avere un lavoro. Quale lavoro lo deciderete dopo. Intanto prendete consapevolezza. Credo sia chiaro a tutti a cosa serva il curriculum vitae (europeo, non europeo, ecc.): mettere nero su bianco le nostre aspirazioni, i nostri lavori, le nostre capacità e abilità. E se siete giovani, appena usciti dalla scuola? Metteteci i vostri interessi. Se non li avete ancora, trovateli. A 20 anni avete il mondo in mano. Quando mai vi capiterà più di avere un’occasione simile? Potete fare e diventare di tutto. Anche cambiare nazione.

Una volta chiarito bene chi siete e di cosa potete disporre, siete nella fase del guardarvi attorno e stabilire dove orientare i vostri sforzi.
In guerra, una volta che so quante risorse militari ho, inizio a ragionare dove poter attaccare. Ma per far questo devo aver chiaro DOVE farlo e quali sono le vie per poter arrivare a neutralizzare le difese del nemico e giungere al palazzo del potere. Solo allora pianifico il mio intervento, cercando di arrivare all’obiettivo con il minor numero di perdite e nel modo più veloce possibile, onde evitare così il logoramento, che porterebbe alla distruzione quasi totale del mio esercito. In Veneto lo sappiamo bene, visto che portiamo ancora i segni visibili della Prima guerra mondiale sulle nostre terre.

Tornando a noi, dovremo chiarire dove poter proporci: aziende private, agenzie per il lavoro, agenzie di ricerca e selezione del personale, cooperative sociali…
Attenzione però! Un buon condottiero sa adattarsi ai tempi che corrono: duemila anni fa le guerre si conducevano con spade e frecce. Ora gran parte del lavoro viene fatto con l’intelligence e con armi molto dannatamente letali e raffinate.

Quindi se trent’anni fa bastava portare un pezzo di carta manoscritto elencante i vostri dati nelle aziende locate nella zona industriale del vostro paese, ora – ahimè! – non è più così. Come si fa allora? Domandate. Informatevi. Reperite informazioni. Su internet si trova di tutto. Chiedete, se non siete aggiornati. Non importa a chi, mirate al risultato. 

Createvi una lista delle agenzie per il lavoro vicino a dove risiedete, e così fate pure per le agenzie di ricerca e selezione del personale, come pure le cooperative. Google vi sarà accanto, non dovrete faticare più di tanto. 
Iscrivetevi ai loro siti: è noioso, terribilmente noioso. Ogni agenzia ha il suo sito, con le sue modalità d’iscrizione. Se abitate in una grande città le filiali principali delle agenzie per il lavoro (chiamate “Hub”) possono anche essere più di 20.

Dedicate tempo all’iscrizione quel tanto necessario, senza stancarvi troppo (altrimenti correte il rischio di perdere fiducia in esse). Tre iscrizioni in altrettanti siti al giorno sono sufficienti. E ogni sei mesi – se siete ancora a casa – tornateci per aggiornare la vostra posizione, se nel mentre avete fatto qualcosa di temporaneo.

Parentesi: agenzie per il lavoro e agenzie per la ricerca e selezione del personale NON funzionano allo stesso modo. Le prime, di solito, sono multinazionali e potete trovare sportelli e filiali sparsi in tutto il territorio nazionale. E quelle più grandi anche all’estero. 
Le agenzie di ricerca e selezione del personale funzionano diversamente, in quanto fanno solo ricerca e selezione (a differenza delle agenzie per il lavoro dove la normativa italiana richiede criteri di qualificazione molto più complessi). Altro discorso riguardano le cooperative sociali: qualora vi assumessero sappiate che non sareste lavoratori somministrati, ma soci lavoratori. Altra retribuzione dovuta ad altri contratti.



Ed infine createvi anche una lista di aziende dove intendete candidarvi: nero su bianco, anche qui. Google e pagine gialle come intelligence fanno miracoli: usate questi siti. Se presente un collegamento internet dell’azienda/fabbrica, andate a guardarlo e fatevi un’idea. Spesso c’è la sezione “lavora con noi”, dove qualche realtà produttiva pubblica le posizioni ricercate. In questo modo evitate di passare per un intermediario (agenzia per il lavoro, ricerca e selezione del personale, cooperativa) e approcciate in modo diretto.

Sempre meglio se prima di inviare facciate un colpo di telefono, così da evitare di mandare a vuoto un invio (sperato e faticato!) di un vostro curriculum. La telefonata vi serve anche a capire se innanzitutto cercano lavoratori e come preferiscono venga inviato il cv. (Alcune aziende prediligono la parte formale, come si usava una volta. Cioè a mano)

Ora dovreste esserci. Il passo successivo è passare all’azione:
avete il curriculum “fresco di stampa”, le idee un pochino più chiare, qualche elenco di aziende da contattare. Guardate cosa offrono le agenzie per il lavoro, le cooperative, chi si occupa di ricerca e selezione, e candidatevi. I passaggi della ricerca del lavoro si concludono qua.



Prima di lasciarvi davvero ad iniziare la vostra personale e fruttuosa ricerca, vorrei permetter di fare alcune precisazioni:
1- imparate col tempo a fare esperienza sugli annunci “civetta” o a fantomatici annunci dove vi promettono lavori da sogno con retribuzioni da top manager “in pochi semplici clic del mouse”. In tanti anni che faccio questo mestiere non ho mai visto lavori dove in un battibaleno si inizia una carriera e a far lievitare il conto in banca in maniera magica. Si, non escludo che ci siano. Ma siamo nel campo dell’illegalità, e difficilmente chi si occupa di mansioni simili versa all’INPS i contributi previdenziali…

2- Imparate a leggere gli annunci di lavoro, specie sui vari siti di ricerca lavoro. Gran parte di essi sono collegamenti che rimandano ad annunci di agenzie per il lavoro. Tanti siti internet fanno la loro fortuna non per i contenuti in essa pubblicati, ma dal numero di clic che riescono a calamitare. Non preoccupatevi, con un po’ di pratica diventerete esperti nel riconoscerli.

3- Progetti finanziati dal Fondo sociale europeo: sono interventi istituzionali per ridurre la disoccupazione. Vengono coinvolte diverse realtà, tra cui agenzie per il lavoro, centri per l’impiego, organismi di formazione accreditati. Garanzia Giovani (e l’ultima nata, Garanzia Adulti) sono gli interventi più famosi. Sta a voi decidere se aderire: potreste essere contattati dai Centri per l’impiego o farlo di vostra spontanea iniziativa (sempre che rientriate nei parametri di selezione richiesti). Riconoscibili in quanto questi progetti sono fatti – grossomodo – con la stessa forma: una fase di tot ore dedicata alla formazione, una seconda fase di due-tre mesi di media di tirocinio (che può esser retribuito o no) e un’ultima ed eventuale fase di ricerca del lavoro o counselling. Non è detto che dove andrete a fare tirocinio vi assumano: in questo periodo godono di sgravi contributivi, ma finito questo gli incentivi terminano. E terminerà molto probabilmente la vostra esperienza.

4- Errori di valutazione. Ne ho già parlato nel post del 20 settembre 2016. Il lavoro non vi cadrà mai dall’alto. Candidarvi per qualsiasi posto di certo poi non vi mette in buona luce. Il selezionatore deve vedere in voi quel qualcosa che gli altri non hanno: competenze, capacità ed abilità sta a voi elencarle e mostrarle all’altro. E se siete intimamente pessimisti, questo modo d’essere trasparirà nel comportamento. Comunichiamo solo col 7% in forma verbale. Il rimanente 93% è dato dagli aspetti paraverbali e non verbali (per dettagli, anche in questo caso, ne ho parlato ampliamente nel post del 21 marzo 2013).

5- Prendete le distanze da chi offre voi panacee miracolose scovalavoro e si propone come detentore di chissà quali magiche tecniche che vi trasformeranno in leader in lavori da sogno. 
Ricordatevi che siete in un momento dove le vostre energie sono ai minimi storici, e spenderle in meeting con personaggi discutibili o acquistare i loro rimedi sotto forma di libri o eBook (a pagamento. A basso prezzo, ma spesso a pagamento. Se sono gratuiti spesso si tratta di brevi pubbicazioni, che inviano ad altri prodotti. Acquistabili sborsando pochi euro) non è una strategia molto efficacie, anzi. Ne potreste uscire un pochino euforizzati dopo averli incontrati o letti, ma vi accorgereste solo dopo dell’aria fritta che vi hanno venduto. E che magari quel tempo perso potevate impiegarlo contattando delle aziende
Anche se certi figuri sembrano non vendervi nulla, sappiate che nessuno fa nulla per niente, e un interesse lo dovranno avere per forza di cose. Magari a fine incontro vi chiederanno innocentemente di aderire a qualche mailing-list, o di passare a trovarli nel loro studio o ufficio. E da quel momento tutto vi sarà più chiaro.

Concludendo: avete già dedicato tempo sufficiente alla lettura se siete arrivati a leggere queste ultime righe. Tempo quindi di mettere in pratica, ma seguendo i vostri tempi ed i vostri ritmi.

Beninteso: nei periodi di profonda recessione economica, come quelli odierni, cercare e trovare lavoro E’ difficile. La ricerca del lavoro è un gran dispendio di energia psichica e di sofferenza, in quanto i risultati dei nostri sforzi non li vediamo nell’immediato. I segni di ripresa, cioè aziende che (ri)tornano ad assumere, ne vedo sempre di più. Lenta, ma c’è. E così dovremo fare anche noi. Continuare e perseverare nel proporci, sponsorizzarci, promuoverci e restare attivi.

Prima o poi l’amore arriva”. In questo caso la frase è di Stefano Benni, uno dei più prolifici e bravi scrittori dei nostri tempi.

Parafrasatela a modo vostro.


mercoledì 25 gennaio 2017

Pro e contro il cv formato europeo



Leggo spesso su Linkedin, il principale social-network dedicato al lavoro, e ascolto molte persone dove non manca occasione per mettere in discussione il curriculum vitae nel formato europeo.
Molti lo odiano, e ben pochi lo apprezzano. Sento leggere – e dire – che è anonimo, poco personale, denota poco di sé, non rappresenta quel che realmente il lavoratore è. O semplicemente: “E’ brutto”.

A onor del vero ho notato ben poche critiche costruttive. Non basta solo dire male e denigrare: la critica funziona se ha un fine, che mira al miglioramento. Altrimenti è polemica. E con le polemiche, mi si perdoni, non si arriva da nessuna parte. E per criticare bisognerebbe avere un minimo di conoscenza a riguardo.

Il formato europeo lo “incontrai” per la prima volta nel 2008. Prima di allora la creazione di un curriculum era dettata molto dalla competenza e dal gusto grafico/stilistico da parte dell’utilizzatore. Se la persona era confusa, il cv appariva confuso e le informazioni in esso contenuto erano sparpagliate.

Il formato europeo mi spiazzò, quando iniziai a lavorarci. Mi spiazzò positivamente, in quanto finalmente c’era un ordine e una logica. In quegli anni iniziai a collaborare con le principali agenzie per il lavoro, e vidi la mole di curriculum che quotidianamente le impiegate e gli impiegati delle varie filiali ricevevano (e ricevono). Non solo in formato cartaceo, ma anche (e soprattutto) via mail.
Mi misi nei loro panni, e pensai che dopotutto doveva esser comodo anche per loro. Immaginatevi di selezionare e dare una catalogazione mentale a quelle miriade di scritti che investono le vostre scrivanie. Immaginatevi che non stiate facendo solo quello, ma stiate rispondendo al telefono, parlando di persona con colleghi e lavoratori e qualche vostro capo stia monitorando in remoto le vostre attività.

L’europeo abbrevia i tempi di lettura da parte del selezionatore: vede subito a colpo d’occhio quanti anni avete, di dove siete e cosa avete fatto. E per quanto tempo.
Il compito di chi cerca lavoro non deve essere quello dell’originalità, quanto piuttosto quello dell’efficacia del messaggio che vuole passare. Leggo spesso che questo tipo di formato limiti molto la capacità espressiva del candidato. Certo. Perché deve standardizzare un insieme di cluster di informazioni (lavori fatti, studi, corsi, ecc.).

È un curriculum vitae, non è un biglietto da visita: quest’ultimo deve dare un accenno all’altro di chi siete, condensato in un foglietto di pochi centimetri. Nel curriculum abbiamo a disposizione più carta. Dobbiamo essere sintetici, ma non ermetici. Peggio ancora prolissi.

Mi si potrebbe obiettare che allora il formato europeo vale solo per le agenzie per il lavoro. E le aziende che assumono in proprio? La mia personale esperienza mi fa dire che coi tempi che corrono gran parte delle aziende ricorrono alle ApL per le assunzioni. Oppure a qualche agenzia di ricerca e selezione del personale. Le quali dispongono di più tempo materiale per il processo di selezione, ivi compreso più tempo per lo screening dei cv.

Nel complesso però, gran parte della ricerca del personale viene fatto dalle agenzie per il lavoro, che sono spesso realtà multinazionali, con filiali sparse in modo capillare su tutto il territorio nazionale.
Spezzo un’altra lancia a favore dell’europeo: scrivere un buon curriculum (cioè: sintetico, non dispersivo, efficace e rapportato al posto di lavoro che si vorrebbe o in relazione ad un annuncio) non è semplice. Aprire un documento word vuoto e buttare giù nero su bianco chi siamo noi e cos’abbiamo fatto è un’impresa non facile. Specie se i nostri orizzonti di lettura non vanno oltre la timeline di Facebook.

Se leggiamo poco naturale che avremo più difficoltà nello scrivere. Immaginatevi quindi di buttar giù due pagine dove in modo sintetico vi descrivete…
Avere a disposizione un sito internet dove vi agevolano in questo aiuta molto. Anche per chi possiede una mediocre proprietà lessicale dell’italiano, si sforna un cv ragionato, comprensibile e sintetico. Impersonale? Forse si. Ma almeno il prodotto finale, la forma, arriva al suo scopo: far conoscere al reclutatore cosa abbiamo fatto, cosa vorremmo fare e come possiamo esser contattati.

Arriviamo all’epilogo. Una vecchia regola di qualche anno fa diceva che per ogni azienda cui si intendeva proporsi andava fatto un curriculum a sé stante. Una ditta – Un curriculum. Coi tempi che corrono tale criterio è pressoché impossibile da farsi: inviare 100 curricula al mese non è così tanto difficile. E preparare dunque 100 cv diversi rasenta la follia.
Una soluzione potrebbe essere quella di chiedere ai diretti interessati come preferiscono che venga loro consegnato il curricula: via mail, di persona, via posta normale. E in che formato. Per far fronte ad ogni necessità, meglio redigere il resoconto della nostra vita lavorativa anche nell’altro formato.
Cercate di fare sempre un passaggio telefonico prima di inviare questo documento: capirete a chi dovrete rivolgervi e vi preparerete meglio alla consegna. Anche se questa avverrà in modo freddo come una mail. Domandate sempre: domandare è lecito, e rispondere è cortesia.

Formato europeo o formato standard alla fine poco importa. È solo un mezzo.

martedì 20 settembre 2016

Dedicato a tutti coloro che non riescono a trovare (ancora) un lavoro…



Non crediate che avere una partita iva e arrivare in un ufficio lontano 50-70 km da casa, con l’agenda tappezzata di impegni a “macchia di leopardo” significhi crogiolarsi sugli allori perché si ha un lavoro.

Ho la mail costantemente sintonizzata sui job alert cui mi sono iscritto e creato per valutare e rispondere ad eventuali incarichi o mansioni (vacancy, in gergo tecnico) di posizioni aperte. A 44 anni rispondo regolarmente ad annunci, mi candido, sistemo la mia lettera di presentazione ed il mio curriculum. Ogni tanto qualcuno mi chiama e di tanto in tanto mi contattano per un colloquio. 

E così è successo a luglio: noto un annuncio interessante, rispondo, seguo le indicazioni del sito per completare la mia iscrizione e vengo convocato per un colloquio formale per conoscersi. Da quell'incontro ne è nata questa intervista coi colleghi di QJOB, che in questa sede pubblicamente ringrazio per la professionalità, la serietà e la competenza dimostrata. Qualità che potrete vedere anche voi di persona (http://www.qjob.it/blog/trovare-lavoro-intervista-a-bruno-marzemin/). Grazie Silvia, grazie Federico!

Dateci una letta: sono sorte delle riflessioni molto interessanti in merito a quelle distorsioni mentali che abbiamo sul modo di cercare e trovare lavoro (chiamate in gergo “bias”).

…e alla fine della lettura tornate su, e date un’occhiata su “Offerte di lavoro”. Da cosa nasce cosa: sia mai che tra quelli annunci cerchino proprio voi!

Buona lettura e buona ricerca!

mercoledì 20 luglio 2016

La ricerca del lavoro



Pagina collegata al post del 4 giugno 2016 (Formati curriculum vitae).

In queste slide troveremo un riassunto che va ad aiutare l'allievo nella faticosa impresa di cercare impiego.

Per motivi di copyright non è stato possibile creare una lista con le Agenzie per il Lavoro: essa tuttavia è facilmente ricavabile con una ricerca su internet.
Per comodità, infine, viene riportato anche un elenco dei principali siti di ricerca lavoro, la cui iscrizione agevola di molto la ricerca lavorativa.

Segnalo anche questo sito, redatto in modo esemplare dal Progetto Giovani di Padova: Dove e come cercare lavoro Padova

Slide:

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www.stepstone.it (PS: non opera più sul territorio italiano)


martedì 19 luglio 2016

Curriculum vitae - Compilazione



Riprendendo quanto pubblicato nel post del 4 giugno 2013 (Metodi di ricerca-per il lavoro), col presente il formato del cv è stato aggiornato e rivisto, sempre però mantenendo le caratteristiche del formato europeo classico.

Si allega per comodità il formato cv ed un breve vademecum per la sua compilazione, oltre ad alcuni esempi per la compilazione a pag. 2 delle capacità e competenze relazionali/comunicative ed organizzative.


Vorrei anche segnalare questo sito: CVLavoro
Contiene numerosi modelli di curriculum in svariate lingue e relativi esempi, comprensivi di lettere di presentazione, tipologie suddivise per categorie e altro ancora. Una visione ci sta tutta!

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Permettetemi una disgressione in merito alla compilazione e stesura del cv.

I miei primi curriculum ho iniziato a scriverli ed inviarli alle aziende sul finire degli anni '80. Le esigenze (mie) di allora erano diverse, come le esigenze (delle varie ditte) venivano richieste in modi diversi.
Non esisteva un formato europeo, non esistevano le agenzie per il lavoro - in Italia, sempre trent'anni fa - e tantomeno internet così diffuso e prodigo di consigli per la stesura di un curriculum.
Ho assistito di persona ai cambiamenti del mondo del lavoro di questi ultimi decenni: in parte vivendoli sulla mia pelle, in parte collaborando con varie agenzie di somministrazione - e non solo come coordinatore od operatore del mercato del lavoro, ma anche come "somministrato".

In sostanza: ritengo di aver maturato una discreta esperienza e conoscenza in merito.
Per questo sostengo che non esista UNA forma di curriculum vincente, NON esiste un corso che vi permetta di creare un form che vi "farà fare centro al primo colpo".

Il curriculum vincente è quello che vi farà assumere.

Formato europeo, stile europass classico, con/senza foto: dettagli che vengono richiesti di volta in volta dal selezionatore.
L'idea di fondo è relativamente semplice: il curriculum serve a presentarvi, serve a dire in forma scritta ad uno sconosciuto cosa sapete fare e cosa avete fatto, e che tipo di persona siete.
Dall'altra parte della scrivania, a sua volta, un'altra persona vaglierà una sorta di "biglietto da visita in formato A/4" di qualcuno/a che egli stesso non conosce, e lo dovrà fare in poco, pochissimo tempo - tanti sono i curricula che si presentano sulla scrivania - e metterlo in relazione con qualche posizione aperta in QUEL determinato momento. Magari tentando di farlo restare in memoria (sua!, non dei pc che sta usando) per qualche giorno.

Sento spesso ripetermi la frase "...sono andato in un'agenzia per il lavoro e non mi hanno chiamato mai".
Non basta un incontro di una manciata di minuti e la descrizione dei nostri lavori passati per poter esser chiamati. Non esiste un database dei lavoratori in comune a tutte le agenzie. Le addette/addetti che sono nelle varie filiali non ce l'hanno con noi.
Poco lavoro da offrire, molta domanda: due dati in merito: nel 1962 in Italia il tasso di disoccupazione era del 3%, rispetto al 12,7 del febbraio 2014. Fonti: "In fabbrica", documentario di Francesca Comencini del 2007, e "disoccupazione_istat_il_tasso_a_febbraio_risale_al_12_7", repubblica.it, articolo del 31/03/2015.
Tornare periodicamente nelle agenzie (una volta ogni 3 settimane, ad esempio). Cambiare quell'atteggiamento che ci fa dire: "devono chiamarmi per forza e subito perchè io sono meglio degli altri"; se così ritenete di essere, dimostratelo. Iniziando proprio dal cv. Perchè la fuori nessuno vi conosce, e nessuno sa quanto valete. Sono alcune mosse che si possono mettere in atto.

Date queste considerazioni - e concludo - armatevi di pazienza, dedicate almeno un paio d'ore solo per voi stessi, concentratevi e scrivete, nero su bianco, di voi, de-scrivetevi e presentatevi al meglio. Dovete sapervi "vendere" (non nel significato negativo del termine).

Vi mancano le parole giuste? Chiedete a qualcuno, fatevi aiutare.
Esser isolati porta sempre e comunque alla sconfitta. La sinergia e la collaborazione, di contro, alla crescita, all'adattamento e alla vittoria.
Non mentite, tanto verrete scoperti prima o poi. Ma valorizzatevi, quello si.
E diffidate da coloro i quali, in cambio di corsi onerosi e dispendiosi in termini di denaro mirati alla preparazione di un cv e al (probabile?) inizio di una carriera vincente, vi promettono mari e monti.

In bocca al lupo e... al lavoro!

mercoledì 30 settembre 2015

Regole tipografiche



Una serie di regole tipografiche che ci torneranno sempre utili quando ci troveremo ad affrontare un testo (tratto da “Il manuale del grafico”, a cura di Giorgio Fioravanti, Zanichelli, Bologna, 1987).

venerdì 6 febbraio 2015

Documentari e spezzoni di film per attività didattiche


Rimando a questo link Playlist documentari per una serie di documentari e spezzoni di film che uso durante le lezioni e possono tornare utili a seconda della programmazione didattica.
Se avete altri titoli o link comunicatelo pure (via mail preferibilmente) o tra i commenti del post. Sarà mia cura inserire i suggerimenti quanto prima.

Su internet inoltre si trovano diversi spunti di materiale audiovisivo da riproporre durante gli interventi in aula.

Compresi i film.
A tal proposito vorrei inoltre rimandare all'eccellente gruppo che trovate su Linkedin (I film per la formazione LinkedIn), gestito dallo stimatissimo dr. Stefano Cera - cui si deve l'idea e la gestione dello stesso, nonchè la professionalità e la competenza in materia.

Tra i film che personalmente consiglio (molti dei quali presi dalle indicazioni del gruppo sopra nominato) cito:
- La fabbrica dei tedeschi;
- Mi piace lavorare;
- Lezioni di cioccolato;
- In fabbrica;
- Il posto (1961);
- Inside Job;
- All is lost;
- The company men;
- Tutta la vita davanti;
- Riff raff;
- Il discorso del re;
- Il capitale umano;
- The Big Kahuna.
- Il Negoziatore
- The Darwin Awards
(titoli in aggiornamento)

Buona visione!

martedì 9 dicembre 2014

Un po' di storia di marketing...


Materiale esclusivamente composto di immagini:
vecchi manifesti, pagine della primissima pubblicità su carta stampata degli anni '50, copertine, progettazioni grafiche "alla vecchia maniera", senza l'ausilio di personal computer ed elettronica sofisticata.

Il materiale è tratto in parte da un testo di Ave Appiano ("Pubblicità, comunicazione, immagine"), edito da Zanichelli nel 1991, e da riviste di proprietà dell'autore risalenti ai primi anni '50.

SOLO per uso didattico, non per uso commerciale.

Presente in due formati: Powerpoint (15 mb)
e PDF (6,5 mb)
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Dedico questo piccolo contributo didattico a mio padre, scomparso pochi giorni fa.

martedì 4 giugno 2013

Formati curriculum vitae


Un'interessante sezione ricca di documenti scaricabili per redigere correttamente il personale curriculum vitae e l'annessa lettera di presentazione.
Tutti i modelli di c.v. sono in formato ".doc" e quindi liberamente modificabili attraverso i principali programmi elettronici di videoscrittura.
Molti di essi sono scaricabili anche dal sito "Europass" : Link diretto Europass, sezione CV

Dal seguente link invece (Nuovo formato cv europeo sito Europass) potrete compilare online il nuovo modello di curriculum vitae, oppure scaricarvi quello cercato e compilarlo poi offline. Il sito è costruito in modo egregio e la possibilità di creare un curriculum si estende anche a lingue diverse dall'italiano. 

In aggiunta anche un file dove si spiega la corretta compilazione  di essi e un curriculum compilato (ovviamente tutti i dati presenti al suo interno sono non reali in quanto avente unica funzione di esempio).

Link:
CV 1 - Formato europeo
CV 2
CV 3
CV 4
CV 5
CV 6
CV 7
CV 8
CV 9
CV 10
CV 11
Lettera di presentazione
Spiegazione per la compilazione di un curriculum vitae
Esempio di curriculum compilato

domenica 10 febbraio 2013

HACCP - Corso informativo


Corso informativo sull'HACCP, dispensa in due formati (pdf ed epub per la lettura con gli eReader) più le slide.
Tengo a precisare che trattasi appunto di un corso informativo, e frequentarlo non significa ottenere di conseguenza e le abilitazioni/certificazioni necessarie. Per via del motivo che i corsi emettenti determinati attestati e abilitazioni devono essere tenuti da personale qualificato (medici o biologi). Essendo io psicologo non rientro quindi in questa categoria, e posso solo limitarmi a tenere dei corsi - come questo - che possono essere propedeutici a quelli per l'abilitazione.
Il materiale in questione è stato elaborato ed aggiornato dal sottoscritto sulla base di una presentazione passatami tempo fa.


Link:
Presentazione HACCP
Dispensa HACCP eBook
Dispensa HACCP pdf

venerdì 8 febbraio 2013

La società dell'illusione

Abstract

E' la tesina di maturità che preparai alla fine della quinta superiore - anno 1993 - ed è una piccola ricerca di psicologia sociale che analizza gli aspetti consumistici della nostra società ed il ruolo della pubblicità in essa presenti. Venti paginette di vent'anni fa, ma pur sempre attuali anche oggi...

Link:
Società dell'illusione pdf

Disturbo borderline di personalità


E' il testo integrale della mia tesi di laurea in psicologia, avvenuta a Padova nel 2002. Presente nel formato epub per poter esser visualizzato come e-book.
Trattasi di studi sul Disturbo borderline di personalità, analizzando le varie teorie di riferimento e la sua eziologia.

Link:
Epub Disturbo borderline